La ragazza con la Leica

Ho pensato di iniziare questa rubrica presentando un libro che non tratta di fotografia in senso stretto ma un romanzo in cui la fotografia si intreccia con la storia che racconta. Siamo in Spagna durante la Guerra Civile. Robert Capa che in seguito fonderà Magnum la prima Agenzia fotografica indipendente, intreccia la sua vita con quella della collega Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Il 1° Agosto del 1937 si celebra a Parigi, proprio nel giorno del suo ventisettesimo compleanno, il funerale di Gerda, una curiosa ragazza emancipata per i costumi dell’epoca che ha voluto imparare da Robert a usare la sua preziosa Leica. Così erano partiti insieme per l’avventura spaventosa della guerra, la guerra dei fratelli contro i fratelli, la guerra della prima solidarietà di classe, quella in cui Hitler sperimenterà le armi di distruzione di massa più sofisticate del tempo. La catastrofe precederà la Seconda Guerra Mondiale anticipando i crimini contro l’Umanità che caratterizzeranno quest’ultima, un laboratorio in definitiva dove sperimentare il massacro dei civili. Quel giorno di lutto tutti gli amici di Gerda hanno voluto essere presenti, tutti quelli che avevano condiviso la fuga da Lipsia e l’esilio di Parigi. Gerda per loro non rappresenta solo l’eroina antifascista ma la ragazza spensierata, ribelle e con una immensa gioia di vivere. Anche a distanza di decenni, sopravvissuti a quell’esperienza, tre amici ricostruiscono la storia, il nostro romanzo appunto, un insieme disordinato di speranza nel futuro, di ideali eterni, di disillusioni ma anche di ricordi semplici, di gioie quotidiane. Nonostante la tragedia della dittatura e l’insofferenza di chi tollerava appena i rifugiati la storia di Gerda ci racconta la vita di una generazione spezzata nei suoi sogni.

Helena Janeczek – Ugo Guanda Editore – 2017 – Milano

2 commenti su “La ragazza con la Leica”

    1. Fabio Bartoli

      Sono d’accordo con te Riccardo e la fotografia che fa da sfondo al racconto, accompagna il lettore come una colonna sonora fa con un film, talvolta enfatizzando, talvolta “sfocando” lo sfondo della scena.

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