Fotografia Subacquea (1)

La fotografia subacquea rappresenta un segmento della fotografia in generale. La particolarità dei soggetti, delle attrezzature, delle tecniche e degli apparecchi fotografici, esigono però che sia un argomento da trattare separatamente. Per certi aspetti le tecniche di ripresa sono molto simili. Ma l’ambiente marino è popolato oltre che da relitti, dalla flora e dalle rocce, anche e soprattutto dalla fauna. Tale fauna, si muove, e anche velocemente, e anche a scatti. Mentre possiamo catturare l’espressione di un soggetto, sia essa casuale, rubata o in posa, con i pesci non lo si può fare in modo così semplice. Fare delle foto alle gorgonie risulta simile a farle ad una pianta sulla terraferma; anche in questo caso però le correnti fanno muovere i rami di gorgonie, paramunicee, ecc… in più sott’acqua, ci muoviamo anche noi con le correnti, per cui le combinazioni rendono la fotografia impegnativa.
Non voglio dare l’impressione che sia una materia ed una pratica particolarmente difficile; intendo anzi farvi appassionare a questo tipo di fotografia. Se però non vi illustro i problemi e le difficoltà a cui potreste andare incontro ( e ci andrete !!! ), dopo i primi deludenti risultati, potreste trovarvi delusi, inadeguati e così rinunciare dopo i primi tentativi poco positivi.
Per esigenze di spazio sul blog, tralascio la parte di storia, tutte le considerazioni sulle leggi della fisica che regolano le immersioni, quanto riguarda la scelta dell’attrezzatura e passo direttamente sulla focale.

Prime considerazioni

Sgombriamo il campo dagli equivoci. Per arrivare a risultati soddisfacenti, è indispensabile essere un subacqueo esperto ed essere un buon fotografo. Subacqueo esperto non significa essere in possesso del massimo brevetto ed avere centinaia di immersioni alle spalle. E’ però indispensabile, per le profondità alle quali vi immergerete avere il controllo completo della situazione. Intendo dire che non è necessario avere il brevetto divemaster, avere 500 immersioni, essere brevettati come deep diver, rescue diver, photo diver; orientamento, ecc.. per poter fare fotografie subacquee. Basta avere il brevetto open, che permette immersioni fino a 18 metri, ed avere effettuato un numero di immersioni sufficiente a garantire a noi stessi ed al centro diving, che siamo autosufficienti, e che abbiamo dimostrato di possedere autocontrollo e un assetto perfetto. Vi invito a diffidare dei “ faciloni “; in fondo “ scendi, ti fermi scatti e vai, tutto qui “. E’ vero, è proprio così, ma in pratica non è né così semplice né così banale. Vi ricordo che si tratta di uno sport impegnativo, nel quale l’errore può costare caro, a volte molto caro. Giocando a bocce può capitare di colpire qualcuno, e finisce lì, forse un livido; qui sono in gioco l’integrità fisica e a volte la vita stessa. Ma non allarmatevi, fidatevi, facendo tutto secondo le regole, non succederà nulla e vi divertirete tantissimo.

Tecniche di ripresa

Dopo tutte queste premesse, chiarimenti, precisazioni, è giunto il momento di immergerci con la nostra attrezzatura fotosub.
Una volta raggiunto il fondo o comunque la quota stabilita, controlliamo tutta l’attrezzatura. Verifichiamo le funzioni del flash con un lampo di prova.
Se disponiamo di una macchina NON automatica, controlliamo la distanza di messa a fuoco, il diaframma e facciamo uno scatto di prova. Eventualmente facciamo le regolazioni necessarie anche ai bracci del/dei flash, ed iniziamo la ricerca di soggetti interessanti. Per i primi scatti, vi consiglio di dedicarvi a soggetti fermi, o quasi. Inquadriamo una gorgonia, cerchiamo di farla entrare nel fotogramma, tratteniamo il respiro per un secondo cercando così da limitare al massimo i movimenti, e scattiamo!!!.
Piccolo accorgimento: tenete la macchina ben diritta davanti a voi; eviterete di doverla muovere improvvisamente e magari perdere uno scatto; inoltre vi darà equilibrio. Non peccate di superficialità non inquadrando i soggetti attraverso il mirino, potreste inquadrare il nulla !!Facciamo più di una foto per soggetto, onde rimediare ad un eventuale mosso, cambiamo inquadratura e scattiamo di nuovo. La gorgonia e le paramunicee, sono di grande effetto. Risultano di un rosso intenso e brillante, di un giallo acceso, di un bianco splendente. Anche le stelle marine danno risultati piacevoli. Se riusciamo a cogliere il momento di un compagno sub di passaggio, con le sue bolle, la foto sarà particolare; anche con lo sfondo blu scuro risulteranno emozionanti. Cercate anche le madrepore o le formazioni coralligene; attorno ad esse vivono tanti piccoli pesci coloratissimi, dal rosso acceso al blu elettrico, dal verde trasparente al giallo brillante. Avvicinatevi e cercate l’inquadratura che più vi sembra corretta, fate diversi scatti da diverse angolazioni e prospettive, in modo da poter scegliere quella che poi vi piacerà di più. Dovreste anche munirvi di un piccolo libro che vi illustri fotograficamente le varie specie in modo da saperle riconoscere in immersione. Potreste farvi sfuggire degli scatti solo per non aver individuato qualcosa di mimetizzato. Si tratta di madrepore, oloturie, spugne, ecc… In profondità attaccate alle pareti, agli scogli, troveremo diversi spunti interessanti. I nudibranchi. Si tratta di molluschi; se ne contano circa 7.000 varietà. Le dimensioni variano tra 1 e 60 cm. Sono coloratissimi, lenti ed appoggiati alla parete o al fondo. Fotografarli è semplice; con la giusta luce ed un’inquadratura corretta, avrete dei buoni risultati. O qualche spirografo; in questo caso, avvicinatevi con estrema lentezza, altrimenti chiude la corolla e l’effetto svanisce; fotograferete solo uno stelo. Guardatevi in giro, potreste incontrare delle meduse; da quelle assolutamente innocue a quelle urticanti. Non conoscendo le varietà e la loro pericolosità, evitate di avvicinarle. Ma potrete sicuramente catturare immagini interessanti.
Attenzione allo sfondo, deve essere blu, altrimenti si confonderà tutto dato che sono trasparenti; fate più di uno scatto perché il movimento alternato del cappello vi potrebbe regalare sequenze e scatti particolari. Divertitevi, sono bellissime sia con il cappello chiuso che aperto; se incontrate quelle con i tentacoli lunghi, non perdete l’occasione, allontanatevi e via alle raffiche. Se potete, scegliete quelle più colorate. Con molta pazienza ed una buona dose di fortuna, cercate negli anfratti o tra le rocce scomposte. Potreste trovare un’aragosta che fa capolino o uno scorfano che riposa. La regola da ricordare sempre è l’avvicinamento lento, senza movimenti affrettati o scoordinati.
Con un po’ di fortuna potreste imbattervi in una tana di cernia. In questo caso abbiate pazienza, molta pazienza e se avete ancora tempo, aspettate che tiri fuori il muso. Non avvicinatevi e rimanete immobili. Saranno scatti che varranno l’attesa. Stessa tecnica con le tane di saraghi.
Ma qui incorrerete nell’ira degli istruttori !! per fare queste foto dovrete arrivare sul fondo, rivoltarvi a pancia in su e cercare tra la roccia ed il fondo. E questo torna sgradito agli istruttori che vi nomineranno  “aratro” !! smuovete la sabbia, create poca visibilità. Io ne sono un esempio; che viene dalla pratica di pesca subacquea di tanti anni fa.. Se vi abituerete a procedere con molta lentezza, dando uno sguardo dappertutto, tra le distese di posidonia, potreste trovare una “pinna nobilis”, comunemente nota come nacchera, è il più grande bivalve presente nel Mar Mediterraneo. Può raggiungere un metro di lunghezza. Se vi capita di trovarla aperta, l’interno è spettacolare. Non sarà così bello come le grosse conchiglie dei mari tropicali, ma accontentiamoci del nostro di mare. La vostra ricerca non si può e non si deve fermare a soggetti più o meno statici. Curiosando tra gli anfratti, potreste trovare una testa di murena. Con attenzione, provate a disturbarla; uscirà dal suo nascondiglio per cercarne uno dove non gli darete fastidio. Ed allora preparatevi ad una raffica di scatti. Sempre cercando con occhi attenti, potreste incontrare un polpo. Stessa tattica utilizzata con la murena; potrebbe anche accadere che, troppo infastidito, schizzi il suo inchiostro nero. Saranno foto molto interessanti. Ricordatevi sempre: meno movimenti farete, più possibilità avrete di individuare qualcosa; meno sabbia alzerete, più visibilità avrete; meno bruschi spostamenti più il soggetto rimarrà a vostra portata di scatto. Per quanto riguarda i pesci, di piccole o medie dimensioni, valgono gli stessi suggerimenti. Dovrete avere cura di scattare muovendo la macchina contemporaneamente allo scatto. Eviterete di avere la striscia del pesce sul fotogramma ( o anche nulla !! ); inoltre con l’esperienza, capirete quanto veloce e di quanto muovere la macchina. Cercate di non inseguirli; sono ESTREMAMENTE più veloci di noi, non li raggiungerete. Risparmiate fatica ed attendete la prossima occasione, pronti allo scatto. Tra le paramunicee gialle, si annidano le onnipresenti castagnole rosse. Valgono uno scatto con bella inquadratura. O un piccolo gruppo di occhiate. O di saraghi.
Nel caso vi capitasse l’occasione di andare a Camogli, non perdete l’occasione per un’immersione a san Fruttuoso, al Cristo degli abissi. Emozionante, particolare e significativa. E non particolarmente difficile o impegnativa; solo 20 metri. C’è anche la targa ricordo dedicata a Duilio Marcante, pioniere della subacquea italiana ed uno dei più grandi maestri nel campo. Tra parentesi, mio istruttore sub nel 1966 !!
Molti dei suggerimenti appena descritti, valgono nel mare Mediterraneo; non illudetevi però che nei mari tropicali non servano. Movimenti ed avvicinamento lenti, valgono sempre. È ovvio che vista la quantità e la varietà, non disperate per uno scatto perso, ce ne sono almeno due che vi aspettano subito dopo. Non inseguite le tartarughe !! sono dei missili in acqua !!. Per quanto riguarda le altre varietà, vista l’abbondanza, scegliete con cura il soggetto, l’ambiente circostante, lo sfondo, i particolari da includere o da escludere dallo scatto. Non pensate che tanto in post-produzione rimedierete, taglierete ecc… meglio avere in testa, negli occhi lo scatto definitivo. Non cercate di combinare nello stesso scatto più varietà di pesci, otterrete confusione e distrazione. Non mancano i pesci; viste le profondità (-18 -25 circa) avrete anche molto tempo, per cui fate il tutto con calma, con in mente ben chiaro l’obiettivo finale.

Marsa Alam, 25 m – Nikonos III – Flash Sunpack – 1/125, f/8

4 commenti su “Fotografia Subacquea (1)”

  1. Massimo Piana

    Ciao Paolo, stiamo per pubblicare la seconda parte dell’articolo di Claudio sulla fotografia subacquea che penso possa soddisfare le tue lecite curiosità; ovviamente poi sarà Claudio ad aggiungere eventuali argomenti qui sui commenti.

  2. Paolo Landino

    La descrizione è molto interessante e sicuramente appassionante specie per chi ama il mare. Sicuramente è necessaria un’attrezzatura specifica, mi incuriosisce sapere se nei contesti che sono stati descritti si scatta, ad esempio, in priorità di diaframmi o in altra modalità e se ci sono altri accorgimenti particolari “di base”

    1. Ciao, innanzitutto, grazie per il commento molto gradito anche per l’interesse. Nella seconda e terza “puntata” troverai, spero, le risposte ai tuoi quesiti. Per una trattazione completa dell’argomento, mi permetto di suggerirti una visita al mio sito. https://claudiopagnotta.wixsite.com/fotosub

      Troverai il documento completo, le immagini relative a test e prove e le gallerie di foto. Di nuovo grazie e, se ne hai voglia, ne potremmo anche parlare insieme. Un saluto, Claudio.

      1. Paolo Landino

        Grazie Claudio, ho iniziato a guardare con interesse il sito! A presto, Paolo

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