Fotografia subacquea (2)

In questa sezione cercherò di avvicinarvi ai vari ambienti nei quali e’ possibile effettuare riprese fotografiche che possono essere :
fondali
pareti
mare aperto
grotte
relitti

Con molta onestà vi dico subito che, per una sorta di rispetto, non ho mai fotografato relitti. Li ritengo delle tombe e pertanto mi sembra di profanare e di mancare di rispetto a coloro i quali sono periti in incidente. Mi sono immerso una sola volta su di un relitto a Ventotene; – 62 metri. Il postale S. Lucia. Appena sul fondo, lo abbiamo avvistato e mi sono fermato; ho aspettato i 3 minuti sufficienti agli altri per visitarlo. Con altrettanta onestà, ho visitato solo una grotta a Palinuro. Nella quale ho avuto il mio primo, e grazie al cielo, unico importante  incidente subacqueo. L’immersione in grotta non presenta molti pericoli ma basta la minima disattenzione per creare una situazione pericolosa e a volte irreversibile.
Per quanto riguarda i fondali, la prima regola è di muoversi con lentezza per evitare di alzare la sabbia impedendo così a noi stessi ed agli altri sub di avere una visibilità sufficiente anche solo per osservare. In dipendenza del tipo di mare, sia esso Mediterraneo o tropicale, cerchiamo con occhi attenti gamberi, torpedini, anemoni, spirografi, nacchere, ecc. E’ meglio fare due scatti buoni ad un solo soggetto impegnando 3 minuti di immersione, piuttosto che fare 10 scatti scadenti a dieci soggetti nello stesso tempo. Nel primo caso sarete soddisfatti, avrete voglia di tornare a fare gli scatti che avete tralasciato, NON PERSO. Nel secondo caso avrete la sgradevole sensazione di aver fallito lo scopo dell’immersione. Tranquilli, il fondale lo ritroverete come pure la tana ed il suo occupante !!
Le pareti sono forse la cosa più appassionante. La varietà di spunti a disposizione è enorme. Scegliete con cura il soggetto, pensate all’inquadratura, aspettate di essere soli e scattate. Non vi curate degli errori, riprovate, cercate di capire se lo scatto è stato sbagliato e perché. E riprovate, riprovate, con diversa angolazione, inquadratura, ecc… Lungo le pareti, come vi avevo già detto, troverete nudibranchi, gorgonie, ecc… ma cercate di curiosare alla ricerca di un anfratto, di uno spacco, di una tana; è probabile che spunti la testa di una murena, di un’aragosta, di un gattuccio, di una cernia, di qualche pesce nascosto. Soprattutto con il pesce, allontanatevi, dategli tempo di vedervi immobile ed inoffensivo, farà capolino e scattate. Con scorfani ed aragoste potrete essere meno prudenti, scattate a raffica.

Il mare aperto è forse l’ambiente più difficile nel quale immergersi. Si chiamano “immersioni nel blu”.
Vi immergerete appunto in mare aperto, senza riferimenti come fondali, pareti e scogli. Solo il cavo dell’ancora sarà un riferimento per orientarsi. E non si tratta di una ben visibile grande colonna, ma solo di un cavo che 5 metri dopo averlo lasciato, non vedrete più.. Attorno a voi solo blu, infinito, profondo, sterminato, bellissimo e pauroso blu. Non è un’immersione alla portata di tutti. Oltre ad un brevetto opportuno, e più che in ogni altra immersione, sarà INDISPENSABILE avere un assetto perfetto, un autocontrollo molto spinto, un’acquaticità ed una padronanza di sé molto elevata. Come avete potuto leggere, fino ad ora mi sono soffermato con insistenza, con pedanteria sulla sicurezza dell’immersione. Ad ogni corso vi insegneranno un numero notevole di concetti, nozioni, procedure, protocolli, tecniche. Nella pratica ve ne servirà solo una minima parte. Questo non vuol dire che le altre sono inutili; ANZI. E’ proprio nel momento della necessità, dell’emergenza, che DOVRETE ricordare tutto e metterlo in pratica come da manuale. Dalla vostra applicazione dipenderà la vostra vita e anche quella degli altri. 

Per concludere vorrei cercare di trasmettervi l’emozione, l’energia, la bellezza che l’ambiente subacqueo vi riserverà. Tutti noi da bambini abbiamo visitato lo ZOO, pardon parco biologico !! Abbiamo ammirato le varie specie di animali; ognuna nell’habitat naturale costruito appositamente per loro. E così le gabbie per gli animali feroci, le vasche per le foche, i recinti per giraffe ed elefanti, le voliere per i volatili, non potevano dare l’idea di come tutte queste specie interagissero fra di loro nel LORO vero ambiente di provenienza. Potevamo solo ipotizzare quale fosse la vera disposizione di ogni animale nella gerarchia della savana, della foresta. E potevamo vagamente immaginare quale fosse la catena alimentare alla base della sopravvivenza di ogni specie. In mare potremmo essere testimoni di tutto quanto questo e dal vivo. A profondità relativamente basse, con abbastanza tempo a disposizione, potremmo osservare come predatori come dentici, cernie e saraghi, attacchino bavose, castagnole, occhiate.

Potremo osservare come il polpo costruisca la sua tana, contornandola di sassolini quando è all’interno e come questo semicerchio invece si apra quando ne esce. E come si apposti ad aspettare le sue prede come granchi e gamberi. Potremo ammirare con quanta pazienza e rapidità la murena aspetti le sue prede e se ne cibi con uno scatto talmente improvviso e rapido da non riuscire a documentarlo. Potrete ammirare come un pesce si mimetizzi (scorfano) per poi con un movimento improvviso catturare la sua preda; come uno spirografo catturi nella corolla il plancton, come un’aragosta catturi il gamberetto con una repentina chiusura di chele. Il solo osservare come questi esseri acquatici si muovono con rapidità e semplicità rispetto alla nostra goffaggine e lentezza, di come abbiano trovato le tane con diverse entrate ed uscite “di sicurezza”, di come nei branchi si avverta la gerarchia, di quanto abbiano la percezione del pericolo tenendosi SEMPRE a debita distanza dall’uomo, vi darà la misura di quanto evoluto sia il mondo sommerso. Il solo essere osservatori e testimoni delle lotte per il cibo, o per la proprietà di una tana, vi darà la sensazione di guardare il mondo marino con curiosità, amore, passione. Spero veramente di essere riuscito anche se non a spingevi ad iscrivervi subito ad un corso, almeno di avvicinarvi a conoscere il mondo sottomarino, con curiosità e rispetto. E prudenza.

SUGGERIMENTI

Riepilogando, per iniziare è necessario : avere un brevetto sub, avere un’ottima acquaticità; un assetto perfetto.
Alcuni consigli per le prime foto:
Impostare distanza, tempo e diaframma PRIMA dell’immersione (solo per Nikonos o simili);
Scegliere con cura il soggetto;
I primi scatti su stelle, anfratti, piante ecc..;
Non scoraggiatevi per gli errori;
Posizionatevi tra 1 e 1,5 metri dal soggetto;
Trattenere il respiro per un secondo;
Rimanete il più fermi possibile;

Scattate e ….. Se avete bisogno di consigli suggerimenti, ci sono. Per una trattazione più completa, con analisi degli ambienti di ripresa, le attrezzature, l’assorbimento della luce, e non ultime le leggi di fisica che regolano le immersioni, con ulteriori suggerimenti, con esempi e foto, mi auguro che vi farà piacere visitare il mio sito di FOTOSUB: https://claudiopagnotta.wixsite.com/fotosub. Se lascerete un commento, una richiesta di informazioni, di chiarimenti o anche solo una chiaccherata, ne sarò felice

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