Fotografiamo il cibo con Monica

Raccontaci qualcosina di te!
Ho iniziato a fotografare per il blog di cucina “Ricette collane e passioni” un “giocattolo” come lo chiamo io, che mi diverte e mi dà qualche soddisfazione.
Nel blog trovi foto di ricette più o meno facili cucinate per davvero, come quelle che prepareresti tu! Spesso le ho fotografate mentre la famiglia aspetta di mettersi a tavola! La food photography è il tipo di fotografia che mi diverte di più, quella che mi dà più soddisfazione.
Ho conosciuto Al3photo nel 2017 per seguire il corso di tecnica di base “Primi Passi”. Ero completamente a digiuno di fotografia, ho comprato una reflex usata e mi sono buttata in questo mondo bellissimo. Nel 2019 ho seguito il corso di LightRoom e successivamente  ho partecipato al corso di tecnica intermedia con Gianluca Laurentini. Dal primo giorno in Associazione ho fatto tanta strada ma ce n’è ancora tanta da percorrere!
Mi sono avvicinata alla fotografia per migliorare le foto per il blog e poi mi sono appassionata anche ad altre tematiche fotografiche … anche se il primo amore non si scorda mai!

Nasce prima la passione per il food o quella per la fotografia?
Ahimè, senza dubbio prima il food!
Ho sempre cucinato, poi è arrivato il blog. Scattavo con una vecchia macchina digitale, dignitosa sì, ma non assolutamente adatta alla food photography. Inizialmente le foto mi sembravano secondarie, credevo bastasse una buona ricetta, poi mi sono ricreduta.

Cosa ti ha spinto a fotografare il cibo?
Le ricette non sono attraenti se non hanno una bella foto. Quando cucini un piatto più o meno complesso, fai magari tanta fatica per fare una bella torta e poi fai una foto brutta, anche la ricetta ne risente. La foto bella quasi consente a chi guarda di immaginare il gusto del piatto che gli stai mostrando.
Ora la foto è diventata un elemento fondamentale della ricetta, e se non riesco a scattare una foto soddisfacente nemmeno la ricetta va in pubblicazione.
Sai quante volte preparo, scatto, mangio (!) e poi riguardando la foto al pc non sono soddisfatta? E quindi ricomincio… avrò almeno 5-6 versioni delle foto del pan di Spagna e solo l’ultima mi ha davvero accontentata!
Poi senz’altro di strada ce ne è ancora tanta da fare, ma quando rinnovo le foto più vecchie sono piuttosto soddisfatta.

Ricordi ancora i tuoi primi scatti al cibo? Raccontali….
Bruttissimi (ahh)!
Se andava bene, le foto erano buie, oppure gialle perché scattavo di sera con la luce del lampadario, quindi con un’abbondanza di ombre e poi il fuoco era quasi sconosciuto.
Il corso primi passi e, poi, il corso intermedio mi hanno insegnato ad usare la macchina fotografica in situazioni del tutto diverse dalla fotografia di food. Dopo, lo studio e l’approfondimento mi hanno portato ad usare consapevolmente la macchina fotografica per scattare foto al cibo.
Gradualmente sto sostituendo le vecchie foto pubblicate con quelle nuove e le foto non sono mai definitive; spesso le sostituzioni sono più di una, nella ricerca del miglioramento continuo.
Trovo molto interessante fotografare nuovamente lo stesso piatto e vedere come la foto seguente è spesso molto diversa dalla precedente.

Dall’idea di uno scatto fino alla post produzione; come nasce uno scatto?
Già mentre cucino immagino come devo scattare la mia foto. Scelgo accuratamente la base e tutti gli accessori che saranno presenti nella fotografia, quelli che in gergo si chiamano props. Ogni ricetta ha il suo piatto “più giusto” o la stoffa di accompagnamento, quindi la fase della scelta degli elementi della scena è sempre fondamentale.
Poi Il segreto se vuoi fare una foto bella che non sembri scattata al volo con il cellulare è quello di preparare il set già prima che il piatto sia pronto, possibilmente impostare la macchina fotografica, impiattare e poi scattare.
Ora pur con una maggiore consapevolezza e migliori mezzi, provo diverse angolazioni e diverse inquadrature e nella maggior parte delle volte riesco ad ottenere già in fase di scatto quello che avevo in mente. Poi lo sguardo al pc fa la differenza e per quanto con una mirrorless riesca già ad avere una chiara idea mentre scatto, l’analisi dei particolari può avvenire solo sul grande schermo.

Quanto incide la post produzione nei tuoi scatti?
Ad essere sincera, incide sempre meno.
Certo la post produzione aiuta a ravvivare i colori naturali della frutta o della verdura, quelli che vediamo ad occhio nudo e che sullo schermo si possono un po’ affievolire ma una foto a fuoco con un obiettivo luminoso non ha bisogno di grandi interventi correttivi.

Quali sono gli aspetti fondamentali dei quali devi assolutamente tenere conto?
Nella fotografia di food l’obiettivo più complesso da raggiungere è trasmettere il gusto di una preparazione soltanto guardando la fotografia.
Questo, secondo me, si ottiene con un buon obiettivo, il più possibile luminoso e una buona luce.
Meglio avere un piano di appoggio e non fotografare sulla tovaglia del tavolo da pranzo a meno che non sia accanto ad una finestra comunque schermata.
L’ideale è trovare un angoletto dove posizionare un tavolo da pic nic e lì predisporre il set.
Il primo aspetto fondamentale è la luce. Mai le fotografie di sera, ogni cosa si tinge di un pallido giallo che fa sembrare il miglior piatto irrimediabilmente triste.
Soprattutto nel primo approccio alla food photography – senza l’ausilio di particolari luci o pannelli professionali – credo che la luce naturale consenta di rendere meglio i colori dei piatti, specialmente del fresco. Io preferisco le foto luminose, solo in rare occasioni ho utilizzato una scena dark che ha, comunque, il suo fascino. Tuttavia è sempre bene sperimentare!
E poi la composizione, vale tanto quanto il piatto. All’inizio si tende a riempire molto la scena poi ognuno scopre il proprio mood, sia in termini di colori sia in termini di accessori.
Io cambio spesso le basi e ho una bella collezione di props che uso in base al piatto e alla scena che voglio mostrare.

Quali sono i principali problemi tecnici che incontri?
Come dicevo prima le mie foto non sono di pubblicità del cibo, ma sono sempre foto di cibi preparati in casa e poi mangiati (magari un pò freddi!) – come quelle che potrebbe scattare chiunque di noi in casa propria – per cui alcune accortezze vanno sicuramente adottate.
Come dicevo, sempre meglio scattare con luce naturale; e tuttavia, spesso alcuni piatti sono più difficili da fotografare: gli alimenti che hanno piccoli chicchi spesso sono difficili da fotografare perché a video è difficile riprodurre quello che l’occhio distingue perfettamente.
Però, ogni tanto qualcuno mi dice che guardando le mie foto viene l’acquolina … beh, questo mi spinge a cercare sempre di migliorare!

Dai tuoi primi scatti a oggi, cosa è cambiato?
Prima di tutto è cambiata la consapevolezza con la quale scatto per ottenere quello che ho in mente.
Poi è cambiato lo stile, nel riguardare le mie fotografie vedo che ci sono caratteristiche che tornano spesso anche cambiando scena o piatto.
Oggi cerco di bilanciare meglio la scena, dando il giusto risalto al cibo, con piccoli accorgimenti che differenziano le immagini.

Uno scatto al quale sei piu’ legata… e perché?
Come per tutti quelli che amano fotografare, ogni scatto lascia qualcosa, ma quello a cui sono più legata in assoluto è quella che ho realizzato per il contest “Wine” di Al3photo, perché è la prima foto in cui ho ottenuto esattamente quello che volevo con una attrezzatura e una consapevolezza diversa da quella che ho oggi. Si, credo che quella sia la mia preferita!

Progetti futuri?
Nel tempo ho scattato tanto, anche fotografie diverse dal food, però quelle che mi danno più soddisfazione in assoluto sono quelle scattate alle mie ricette e quindi l’obiettivo da rincorrere sempre è quello di migliorare ancora di più.
Magari un approfondimento specifico, anche se poi nella mia piccola esperienza ho imparato che le nozioni acquisite, se sperimentate con passione in fotografia di altro tipo, possono portare soddisfazioni che non ti aspetti!

Ecco alcuni scatti realizzati da Monica, per vederne altri vi invitiamo a visitare il suo blog Ricette collane e passioni.

8 commenti su “Fotografiamo il cibo con Monica”

  1. Antonio Moncelsi

    Ciao Monica, ho letto con piacere e curiosità l’intervista. Mi piace l’approccio che hai verso la fotografia, quella del cibo in particolare. Mi aspetto di assaggiare una bella fetta di crostata e, perché no, anche un muffin alle carote. Scherzi a parte, complimenti per i risultati che hai raggiunto.

    1. Monica Augello

      Grazie Antonio, tu sì che ricorderai tutti i miei dubbi dell’inizio! A proposito, ogni volta che fotografo una torta tengo a mente le tue osservazioni sulla profondità di campo per il bordo posteriore proprio della crostata. Comunque appena ci vediamo, crostata e muffin assicurati!

    1. Monica Augello

      Grazie Claudio, proprio quello che spero è che le mie foto facciano pregustare il sapore delle ricette!
      A presto.

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