Archiviazione e Backup

In questo articolo, parliamo delle differenze tra Archiviazione e Backup e le tecnologie utilizzabili per ognuna di queste. Alla fine un piccolo glossario per districarsi nella terminologia tecnica utilizzata.

In principio, c’erano solo floppy disk e relativi lettori, delicati e soggetti a danneggiamenti che compromettevano il supporto, rendendo illeggibili i dati. E qui nacque l’usanza di fare i backup, su un altro supporto identico (dischetto) o su nastro. I dischi rigidi erano da pochi mega e costosissimi, relegati all’uso in DataCenter.
Conosciamo tutti poi l’evoluzione dei nostri supporti di memorizzazione, i primi hard disk, i cd-rom (scrivibili solo una volta) e i cd-rw (riscrivibili fino ad un migliaio di volte), i dvd-rom e dvd-rw (al pari dei cd-rom e cd-rw, ma con spazio maggiore), blu-ray, le chiavette usb fino ai più recenti dischi ssd, ormai in quasi tutti i computer e portatili di fascia medio-alta. Tutti supporti che possiamo utilizzare a nostro piacimento e ormai dal costo accessibile a tutti.

Ma l’evoluzione dei supporti di memorizzazione ha portato ad una “dematerializzazione” degli stessi. Incosapevolmente, ne utilizziamo le funzioni con i nostri cellulari evoluti, che effettuano backup periodici su quello che conosciamo come Cloud, “nuvola”. Un sistema remoto, gestito da società più o meno grandi, che mettono a disposizione, dietro pagamento, uno spazio virtuale, accessibile dai nostri dispositivi e dai nostri computer, costantemente “replicati” tra loro. Ma possiamo anche crearci il nostro piccolo Cloud, utilizzando sistemi di memorizzazione conosciuti come NAS (acronimo di Network Attached Storage, dispositivo di memorizzazione in rete), collegati ai nostri modem ed “esposti” su internet, accessibili tramite app specifiche e protetti da password.

Finora abbiamo utilizzato tanti termini tecnici, ma per ognuno di essi non abbiamo definito la loro funzione: sono supporti di Archiviazione o di Backup? E come definire la loro funzione per chi, come noi, si occupa di fotografia?

Partiamo dalla base, dal nostro amato/odiato computer, che ci permette, come prima battuta, il trasferimento delle nostre foto dalle nostre macchine fotografiche (che memorizzano su schede di memoria) al sistema primario che usiamo per l’archiviazione. Sì… ma quale?

Ognuno ha definito un proprio “flusso di dati”, più o meno corretto. C’è chi ha solo l’hard disk del proprio computer, e su quello fa solo archiviazione: memorizza le sue foto, le elabora, le esporta e le conserva. E c’è chi è stato previdente, ha comprato un hard disk esterno e fa un backup delle foto e dei cataloghi, mantenendo la stessa alberatura utilizzata. E lo fa manualmente o tramite software che automatizzano il processo di backup (completo o incrementale, con versionamento o meno).
I più evoluti di noi sono passati ai NAS, a dischi messi in rete ed accessibili anche (ma non obbligatoriamente) dall’esterno. Questi stessi NAS si possono utilizzare sia per l’Archiviazione che per il Backup. I NAS possono essere costituiti da uno o più dischi, accessibili via usb (raramente) o via rete (a seconda del modello acquistato). Nelle configurazioni a due o più dischi, è possibile utilizzare alcuni dischi per l’Archiviazione e gli altri per il Backup (in questo caso si parla di mirroring), in configurazioni più o meno “miste” e complesse. Alcuni NAS, oltre a mettere a disposizione l’accessibilità ai nostri dati, permettono un utilizzo ricreativo o enterprise (a titolo di esempio, con Plex si trasformano in un sistema di intrattenimento multimediale accessibili dalle smart TV e non solo). Inoltre, grande vantaggio, i NAS possono essere acceduti da più dispositivi contemporaneamente e possono, in alcuni casi, replicare verso un Cloud.

Discorso a parte merita il Cloud, la “nuvola”… abbiamo imparato a conoscerla e a sfruttarla. Qualche nome noto: Google Drive e iCloud.
GDrive e iCloud li usiamo costantemente sui nostri cellulari, Android e Apple, che usano i loro Cloud (ne siamo sempre consapevoli?) per backup e ripristini. Quante volte, comprando un nuovo cellulare, in pochi minuti siamo riusciti a replicare quanto avevamo sul vecchio dispositivo? Merito del Cloud, costantemente allineato, aggiornato, ogni volta che scattiamo una foto, modifichiamo la rubrica, installiamo un’app.
Ma ce ne sono altri, ad esempio DropBox, IBM Box, Asus WebStorage, Microsoft OneDrive, Amazon … chi più ne ha più ne metta. Ognuno mette a disposizione app per i nostri pc e i nostri cellulari, sistemi di replica in tempo reale o differita, semplice storage o cartelle sincronizzate.
Quanto detto finora ci fa capire che il Cloud, in alcuni casi, potrebbe essere utilizzato come sistema di Archiviazione, ma la sua vocazione principale è il backup e la sincronizzazione tra dispositivi (siano essi pc o cellulari). Per l’utilizzo del Cloud, conditio sine qua non, è l’accesso a Internet costante.

Ora che (forse) abbiamo dipanato i dubbi circa i supporti e i metodi di memorizzazione, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta di come archiviare e salvare (backup) tutte le nostre immagini e i nostri documenti più importanti.
Un esempio, di come si può implementare un sistema di archiviazione semplice e al tempo stesso funzionale, potrebbe essere:
– Pc con sistema operativo, catalogo, immagini da elaborare
– Primo Hard disk esterno con cataloghi e immagini già elaborate e da elaborare (backup incrementale)
– Secondo Hard disk esterno come copia speculare del primo, da attaccare al nostro pc ogni 15 gg per la copia
– Cloud (ad esempio Amazon Photos per i clienti Prime di Amazon) dove salvare tutte le immagini, elaborate e da elaborare
I due hard disk esterni sono sostituibili con un NAS da due dischi configurato in RAID 1 (mirroring)

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4 commenti su “Archiviazione e Backup”

  1. Complimenti Nicola. Un approccio veramente essenziale, indispensabile per eliminare dubbi e utile per chiarire ed iniziare una gestione più professionale dell’argomento. Claudio

    1. Nicola Stufano

      Claudio, ti ringrazio.
      Spero sia d’aiuto ai nostri amici e soci per una gestione più attenta dei propri archivi digitali

  2. Antonio+Moncelsi

    Complimenti Nicola, una diretta chiara ed un articolo altrettanto chiaro. Ottimo spunto per aiutare i nostri soci (coloro che ne avessero bisogno, ovviamente) ad approfondire le conoscenze in materia, così da evitare la dolorosa perdita di dati. Un abbraccio.

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