Emozioni in piccolo

Con il termine macrofotografia (composto da macro e fotografia) si intende quel genere con il quale si riproducono soggetti di piccole dimensioni, utilizzando specifiche attrezzature, con un rapporto di ingrandimento pari alle dimensioni originali (si dice 1:1) o superiori.
Per ottenere tali risultati è necessario avvicinarsi molto al soggetto da fotografare e questo crea una serie di problemi tecnici che vanno affrontati e risolti in modo specifico. Vediamo alcune considerazioni al proposito.
Partiamo dal piano focale. Dicesi piano focale il piano ortogonale all’asse ottico sul quale abbiamo la messa a fuoco del soggetto. In fotografia corrisponde al piano della pellicola (foto analogica) o il piano del sensore (fotografia digitale).
Gli obiettivi, nel loro schema costruttivo, presentano due valori entro i quali è possibile mettere a fuoco un soggetto: la distanza minima (che dipende dalla lunghezza focale) e quella massima (che è sempre l’infinito).
Ne consegue che se cerchiamo di avvicinarci oltre il valore minimo, l’immagine risulterà sfuocata, in quanto il punto di messa a fuoco cadrà oltre il piano focale.
Per poterci avvicinare più del consentito dobbiamo fare in modo di distanziare l’obiettivo dal bocchettone di innesto della macchina (e quindi dal piano focale) e quanto più lo distanzieremo tanto più potremo avvicinarci e tanto più grande sarà il rapporto di ingrandimento.
L’allontanamento dell’obiettivo lo si ottiene con tubi di prolunga, da innestare sul corpo macchina, di svariate misure da combinare tra di loro o con un meccanismo, chiamato soffietto di prolunga, dotato di regolazione micrometrica con la quale regolare il distanziamento.
Allontanando l’obiettivo diminuirà, ovviamente, la quantità di luce che arriva sul piano focale. Inoltre, avvicinandoci al soggetto, avremo una profondità di campo sempre più ridotta che consentirà la messa a fuoco solo parziale del soggetto. Sarà necessario chiudere il diaframma il più possibile per aumentare la profondità di campo e questo comporterà una ulteriore riduzione della luce sul piano focale.
Dovremo quindi usare una sorgente di luce supplementare, che potrà essere un illuminatore oppure il flash, combinati in modo tale da non generare ombre. Per il flash si può ricorrere ad un modello anulare da montare sulla filettatura dell’obiettivo così da diffondere una luce uniforme.
Oltre agli obiettivi normali vengono costruiti anche obiettivi definiti macro, i quali hanno un rapporto di ingrandimento che normalmente vanno da 0,5:1 a 1:1. La loro costruzione è più complessa degli obiettivi normali e la qualità dell’immagine è superiore. Per rapporti di ingrandimento maggiori si possono usare in abbinamento con gli estensori dei quali abbiamo parlato in precedenza. Possono altresì essere usati come obiettivi normali.
Per completezza di informazione, si possono evitare tubi di prolunga usando lenti a correzione diottrica, da montare sull’obiettivo, che spostano il punto di messa a fuoco e consentono di avvicinarci al soggetto. Oppure montando l’obiettivo al contrario utilizzando uno specifico anello adattatore.

Che dire? Buona luce in piccolo a tutti!

10 commenti su “Emozioni in piccolo”

  1. Resto sempre affascinata dal “miracolo” della varietà della natura, dalla perfezione delle forme e dalla varietà dei colori.Grazie Tonino per le tue foto artistiche, per la tua capacità di cogliere dettagli e attimi.Veramente emozionante il tuo video come la musica scelta,capace di regalarci momenti di “buona luce”!

  2. Splendide fotografie. Ammirandole penso che la natura sia la prima forma d’arte dell’universo e che questa tecnica fotografica riesca a darne dimostrazione ed evidenza molto meglio di quanto possiamo vedere ad occhio nudo. Grazie Antonio per averci introdotto, con il tuo stile chiarissimo, a questa tecnica complessa che riesce davvero a trasferire “emozioni in piccolo” e a mio parere solo a due condizioni: che venga applicata correttamente e sapientemente, ma anche che l’occhio del fotografo sia in grado di cogliere i giusti aspetti e attimi da fotografare, e questo è un talento!

    1. Antonio Moncelsi

      Grazie Maria. Il complimento più bello che si possa fare ad una fotografia è che questa trasmetta le emozioni che hanno spinto il fotografo a realizzarla (non parlo quindi di fatti estetici quali i colori accesi o altro).

  3. Ciao Tonino; bello l’articolo. L’argomento è stato affrontato con la giusta angolazione. Hai toccato tutti i punti essenziali senza entrare troppo nel tecnico, Così da far venire voglia di provare. Grazie, Claudio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *